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Campionato
del mondo del 1986 - Taipei - R.O.C.
Il Lei-Tai è le sue origini.
Nella Cina feudale le dimostrazioni
e i combattimenti di Kung Fu tradizionale si tenevano su un
ring chiamato appunto Lei-Tai. Molte storie riguardanti le sfide
che si consumarono particolare ring, sono giunte fino ai giorni
nostri. Durante l'ultima dinastia Ching (1644-1911), l'enorme
diffusione e sviluppo delle atri marziali in Cina servirono
da musa ispiratrice a molti romanzieri ; la lettura dell'epoca
è ricca infatti di numerosi romanzi di carattere marziale.
Nel più famoso di questi, dal titolo Man Nin Ching, si
legge di un famoso eroe di nome Fong Sai Yuk che, a solo quindici
anni, riuscì, durante una di queste sfide sul Lei-Tai,
ad uccidere un campione di nome Lei (vecchia tigre), grazie
ai suoi stivali a nove anelli che nascondevano una lama ad ogni
suola. Durante questa dinastia uno dei dieci più famosi
maestri di Kung-Fu era Ho (testa pelata), che grazie alla sua
abilità nelle atri marziali, era riuscito a sposare una
bellissima fanciulla di nome Hung Yuk Chun avendone conquistata
la mano proprio su Lei-Tai.
| Questo
particolare ring non differisce troppo da quello usato
oggi nell'opera tradizionale Cinese o nei tornei di Wushu
moderno e di Kuoshu : è composto da una grande
piattaforma di legno con una grande superficie di dodici
metri quadrati per quindici. A quell'epoca la sua altezza
da terra era quasi di due metri e non aveva scalini che
consentissero di salirci sopra, tutti i contendenti dovevano
salirci da terra tramite varie combinazioni di acrobazie
e chiunque non era in grado di farlo, veniva virtualmente
squalificato. |
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Nella Cina del passato, chi accettava di salire sul Lei-Tai
lo faceva a suo rischio e pericolo, i due contendenti si impegnavano
ad accettare |
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la responsabilitàdella propria morte con una dichiarazione
scritta che veniva letta davanti al pubblico, inoltre per un
periodo di tempo di pochi giorni, non potevano avere contatti
con i propri parenti poiché questo poteva scoraggiare
i loro animi.Nel 1911 il famoso maestro Fok Yuen Kap, allestì
un Lei-Tai di questo tipo nella città di |
| Shangaiper organizzare
uno scontro con i migliori maestri della Cina,in quella occasione
la piattaforma aveva un'altezza di soltanto un metro e trenta.
Nei quindici giorni seguenti vi fu un solo maestro, di nome
Chu Sik Hing, che osò sfidarlo e venne letteralmente
scaraventato fuori dal ring durante il quindicesimo round, usando
una tecnica di proiezione dello stile Shuai-jiao. Un'altra famosa
sfida avvenne nella città di Canton, un'associazione
di operai tessili la "Kam Lun Tong", assoldò
due maestri i cui nomi erano Ngau Fa Kow e Lui Ying Po, alla
scopo di pubblicizzare la loro associazione sponsorizzando la
gare di combattimento. La sfida in questo caso venne accettata
da Wu Wai Kin, un discepolo del famoso tempio di Siu Lam, che
uccise i due maestri utilizzando tecniche di shuai-jiao e la
tecnica segreta del pugno nascosto. La sfida avvenne su un Lei-Tai
allestito presso la porta occidentale della città, di
fronte al tempio dedicato al Dio della medicina. |

Il moderno lei-tai
| Quando alcuni vecchi maestri
erano ancora in vita, fino a prima della guerra, i combattimenti
erano aperti a ogni stile e sistema, poi in congiunzione con
i grandi cambiamenti dell'epoca si divisero in wrestling e fighting.
Il Lei-Tai si basa per il 28% circa di pugni, per il 32% di
calci e per il 40% di proiezioni. Due grandi campioni di Sanshou
come Te Liu e Wang Tzu-Ching, nei tornei di Canton e di Hagchou,
attribuirono le loro vittorie alle combinazioni di hising-I
e Shuai-chiao, che oggi chiamano sitema "Shanshou Chiao".
In un contesto di wushu su una piattaforma rialzata in un combattimento
tradizionale o moderno, gli atleti che studiano Lai-tai o Sanshou
Chao possono ottenere una vittoria sicura. Oggi le competizioni
di Lai-Tai dove prevalgono le combinazioni di Shuai-Jiao si
svolgono nella Republica della China, R.O.C. L'ultimo torneo
in cui si combatteva senza alcuna protezione si è svolto
nel 1986 a Taipei, |
| successivamente venne adottato
il casco protettivo per salvaguardare e proteggere gli atleti
che parteciparono a queste competizioni, decisione presa per
l'enorme quantità di atleti che riportavano gravi lesioni
al viso. Nonostante che oggi si adotti il casco protettivo,
il Lai-tai resta uno più duri tra i principali sistemi
tradizionali di combattimento, a causa delle innumerevoli K.O.
o ritiro dei combattenti. |
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| Negli ultimi cento anni,
i più grandi vincitori di Lei-Tai devono attribuire le
loro vittorie a uno studio approfondito dello shuai-jiao, restando
così l'unica arte marziale in grado di distanziare l'avversario
in maniera efficace. |
La relazione tra lo Shuai-Jiao e Lei-Tai.
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Oggi, nei tornei internazionali
di Wushu, i giovani praticanti accettano volentieri di esibirsi
nelle loro performance, dividendosi in due categorie : la prime
è quella delle forme libere o codificate Wushu moderno,
tradizionalmente chiamate Tao-Lou, la seconda è quella
dei combattimenti di sanshou o Lai-tai. In questi ultimi sistemi
di combattimento, il maggior punteggio si ottiene con una tecnica
di proiezione, boxare o calciare è istintivo, proiettare
è tecnica pura. Gli atleti che si avvicinano al combattimento
nel loro Programma di preparazione devono, per avere più
possibilità di vittoria, studiare le tecniche di proiezione.
A questo riguardo, uno dei migliori sistemi è lo |
| Shaui-jiao (una volta chiamato
Chiao Ti), questo sistema antico di combattimento ti permette
di proiettare un avversario di fronte a qualsiasi tipo di attacco
egli sferri, il tempo, l'angolo, la velocità, la forza
devono quindi essere le principali caratteristiche di un atleta.
Il Sanshou è l'evoluzione moderna del sistema di combattimento
chiamato Sanda, molto usato nei tornei di Wushu. L a razionalità
moderna e soprattutto la paura, hanno portato all'utilizzo delle
protezioni che, se da una parte garantiscono la sicurezza degli
atleti, dall'altra parte snaturano la pratica del kung-Fu tradizionale,
quindi oggi, l'atleta del Sanshou è munito di guantoni,
caschetto, corpetto, conchiglia per i genitali e paratibia.
Alquanto differente era la situazione di chi accettava di salire
sul Lei-Tai, se si pensa che era privo di protezioni. |

Maestro
Antonio Langiano col presidente della I.C.K.F. Yan Jun Fong
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